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 Le interviste ai vincitori - Latteria Ca' de' Stefani

 
1) Ci fate una breve storia dell’azienda?

28 GENNAIO 1900: nella casa comunale di Ca’ de’ Stefani nasceva una delle prime latterie sociali cooperative della Valpadana che avrebbe preso il nome dal comune di origine. Davanti al notaio Attilio Barbieri si costituirono in cooperativa alcuni produttori di latte insofferenti alle imposizioni degli industriali del tempo che stabilivano unilateralmente prezzi e modalità di pagamento. Dopo oltre cent’anni dalla fondazione, le scelte imprenditoriali ricalcano la storia della cooperativa, sempre volte alla valorizzazione dei prodotti caseari, legati indissolubilmente alle caratteristiche del territorio e delle sue tradizioni più originali.

Filo conduttore di questo secolo di vita è certamente la produzione del formaggio GRANA PADANO DOP CR/101, che ha raggiunto oggi uno standard qualitativo e di gusto che lo contraddistinguono dalle altre numerose produzioni padane.

Negli anni i prodotti della Latteria si sono diversificati, dal burro ai formaggi freschi agli insaccati, ma la maggior parte degli sforzi sono da sempre rivolti alla produzione casearia del GRANA PADANO e del PROVOLONE, produzioni realizzate sotto l’egida ed il controllo dei Consorzi di tutela GRANA PADANO DOP, e PROVOLONE VALPADANA DOP, cioè su prodotti della grande tradizione italiana, che da tempo hanno superato i confini della nostra Italia, per essere conosciuti ed apprezzati in tutto il mondo. Il legame con il territorio è molto forte e lo sforzo precipuo della Latteria Ca’ de’ Stefani è quello di esaltare le caratteristiche di un latte che da sempre ha dato prodotti eccellenti soprattutto quelli tipici della nostra pianura particolarmente fertile e ricca di virtu’. La Cooperativa oggi raggiunge una superficie di 60.000 mq, di cui 40.000 coperti, nei quali viene svolto l’intero processo di produzione dei formaggi GRANA PADANO e PROVOLONE, partendo dal ricevimento e controllo del latte, fino alla fase di stagionatura, preparazione e spedizione del prodotto finito.

A fianco dello stabilimento di caseificazione, è situato un allevamento suinicolo di circa 7.000 capi (allevamento a ciclo chiuso) che, sfruttando il siero di latte residuo della lavorazione del formaggio nell’alimentazione degli animali, permette l’ottenimento di carni suine e insaccati di alta qualità.

Solide radici, grande tradizione, rispetto per l’uomo e per l’ambiente, innovazione tecnologica e produttività, alla Latteria Sociale Ca’ de’ Stefani, “QUALITA’ “ è un concetto non solo una parola, conosciuto da oltre cent’anni !

 

2) Quali formaggi sono stati premiato al Cheese of the Year 2011 e 2010?

Nel 2011 è stato premiato il nostro GRANA PADANO 30 mesi (produzione aprile 2009).

Nel 2010 sono stati premiati il nostro GRANA PADANO DOP RISERVA, al concorso è stato presentato un prodotto stagionato 29 mesi il Grana Padano è un formaggio ormai conosciuto ed apprezzato in tutto il mondo e fonda le sue radici proprio nella Val Padana dove, intorno all’XI – XII secolo presso abbazie dei monaci Cistercensi e Benedettini, per meglio conservare le abbondanti produzioni di latte, venne sviluppata la già conosciuta arte casearia per creare un “caseus” adatto alla lunga conservazione.

Il nostro GRANA PADANO DOP RISERVA viene premiato come vincitore di categoria fin dalla sua prima edizione, e nel 2009 è stato premiato come vincitore assoluto del concorso.

PROVOLONE VALPADANA DOP PICCANTE, secondo classificato (dietro il nostro Grana Padano) nella categoria formaggi a gusto forte, è un formaggio a pasta filata tipologia piccante, “formato” Pancettone da kg. 100, stagionato 11 mesi.

 

3) Che produzione avete?

La produzione di Grana Padano è di circa 65.000 forme / anno, mentre la produzione di Provolone nelle varie tipologie e pezzature è di circa kg. 1.100.000 / anno

 

4) Quali sono i vostri canali distributivi? Vendete anche all’estero?

Distribuiamo il nostro prodotto in tutta italia attraverso grossisti, commercianti, DO, GDO ed anche direttamente a medi e piccoli punti vendita.

I nostri prodotti sono conosciuti e molto apprezzati anche all’estero, in special modo nei mercati del nord america (USA – CANADA), Europa (la maggior parte dei paesi UE), Australia, medio oriente (KUWAIT – QATAR) e centro e sud america.

 

5) Come vedete la situazione del Made in Italy?
Cosa si dovrebbe fare secondo voi per tutelare le produzioni italiane?

Il prodotto Made in Italy è sempre apprezzatissimo in ogni mercato al quale andiamo a proporlo. Dal grande apprezzamento, nascono anche gli innumerevoli tentativi di “copia”, soprattutto nelle denominazioni e nelle confezioni, cosa che dovrebbe essere oggetto di dure e mirate repressioni. Quando si arriva al consumatore e si riesce a far conoscere e meglio ancora provare il prodotto, la persona anche se priva di nozioni e/o conoscenze in materia, nota immediatamente la diversità fra un prodotto “MADE IN ITALY” ed una copia.

Formazione diretta ai consumatori e qualità del prodotto, armi fondamentali alla diffusione dei nostri prodotti e nella lotta alla contraffazione.

QUALITA’ che distingua al meglio il nostro prodotto, ma qualità non “statica” (ricerca e sviluppo sono fondamentali) e che sposi in maniera indissolubile la Sicurezza alimentare, matrimonio che dovrà essere vissuto intensamente su tutta la filiera produttiva partendo dalla produzione degli alimenti per le bovine da latte fino allo studio di marchi, etichette ecc. di difficile riproduzione.

 

6) Pensate che un campionato come il Cheese of the Year possa essere
anche uno strumento di promozione per tutti i prodotti di qualità?

Certamente la promozione passa da molti aspetti, fra i quali sicuramente rientra la partecipazione a concorsi nei quali viene valorizzata la qualità dei prodotti così come realizzato dal campionato Cheese Of TheYear.



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