6° Censimento Regionale dell'Agricoltura: in Lombardia 54.000 aziende, ma a livello nazionale si riducono del 32%
6° Censimento Regionale dell'Agricoltura: in Lombardia 54.000 aziende, ma a livello nazionale si riducono del 32%.
Cremona - Secondo i primi risultati provvisori del 6° Censimento 2011 [3], le aziende agricole in Lombardia risultano circa 54.000, con una superficie agricola utilizzata (SAU) di 984.871 ha, pari al 41% della superficie territoriale regionale, con una flessione rispettivamente del 24% e 5,3% rispetto al precedente censimento del 2000.
Rispetto al precedente censimento, in termini di aziende si registra una flessione del 24 %, alla quale si associa una diminuzione della SAU del 5,3%, mentre a livello nazionale il numero delle aziende agricole si riduce del 32% e la SAU del 2,3%. Subiscono così una lievissima variazione l’incidenza delle aziende lombarde del totale nazionale, oggi pari al 3,3 %, e l’incidenza della SAU che passa dal 7,9% al 7,6% .
Per effetto della maggiore riduzione del numero di aziende rispetto alla SAU, cresce significativamente a livello regionale l’estensione media aziendale, che passa da 14,6 ha/az a 18,4 ha/az, valore decisamente superiore alla media nazionale pari a 7,9 ha/az . Dalla distribuzione delle aziende e della superficie per classi di ampiezza SAU e Superficie Agricola Totale (SAT) si rende evidente nel confronto con il 2000 l’uscita di aziende di piccole e medie dimensioni ed un processo di ricomposizione che è avvenuto con variazioni positive, per aziende e superfici, a carico delle unità definibili di grandi dimensioni, superiori ai 50 ha e 100 ha di SAT, che oggi rappresentano il 10% circa delle aziende totali e detengono il 58% della superficie totale aziendale.
Questi dati aprono certamente nuove questioni sul futuro dell'agricoltura e della zootecnica in Italia; questioni che verranno affrontate senza dubbio anche alla prossima edizione della Fiera Internazionale del Bovino da Latte (25-28 ottobre 2012) che si prepara già ad accogliere i professionisti del settore da tutto il mondo, visto il suo ruolo di osservatorio privilegiato su un comparto estremamente importante in tutto il mondo, ma che continua a soffrire.
