“Insegnare Jazz nel Mondo”, un convegno internazionale in programma venerdì 1 ottobre alle ore 10,30 aprirà il ricchissimo programma di Mondomusica 2010.
Cremona, 11 giugno 2010 – Il focus sulla musica jazz è una delle principali novità della prossima edizione di Mondomusica; una scelta che punta a valorizzare la storicità della tradizione liutaria in funzione di una forma musicale, il jazz, nella quale violini, viole, violoncelli e contrabbassi occupano una posizione sempre più rilevante e si liberano dalla connotazione puramente classica; si aprono così gli orizzonti di Mondomusica ad un campo musicale vastissimo e inesplorato.
Il jazz è creatività, estemporaneità, sensazione. Ad un primo superficiale esame queste qualità sembrerebbero innate nel musicista jazz e si potrebbe supporre che non si possano né insegnare, né codificare. Ma non è così. Di sicuro, l’improvvisazione non si improvvisa, e quando ascoltiamo un buon performer percepiamo chiaramente ciò che lo ha nutrito dal punto di vista musicale, la sua storia e i suoi percorsi formativi.
Ed è proprio sui più riusciti percorsi didattici internazionali che si focalizzerà il convegno di apertura di Mondomusica 2010: “Insegnare Jazz nel Mondo”, un appuntamento che vedrà la partecipazione di importanti realtà nell’insegnamento del jazz, come il Conservatorio Nazionale Superiore di Parigi con Riccardo Del Fra; il Royal Conservatory dell’Aja per il quale interverrà Wouter Turkenburg; il Dipartimento Jazz del Conservatorio di Roma con il suo coordinatore Paolo Damiani; il Ministero dell’Istruzione, Università e Ricerca con il direttore Giorgio Bruno Civello; il Siena Jazz e il suo presidente Franco Caroni; Musica Oggi di Milano rappresentata da Enrico Intra e Maurizio Franco, e per finire Stefano Mastruzzi dell’Accademia Saint Louis di Roma.
“Nella vasta rete dei Conservatori italiani – dice il M° Paolo Damiani, moderatore del convegno – si registrano ogni anno centinaia di nuove iscrizioni ai corsi di jazz”. Il jazz è non solo improvvisazione, ma anche composizione; in questo senso la didattica è fondamentale. “Il talento – dice Damiani – è la capacità di apprendere, il genio è la capacità di trovare una voce originale e unica, dimenticando le regole; per farlo, è necessario anche un buon maestro.”
Il percorso formativo comprende lo studio di uno strumento di riferimento (violino, contrabbasso, sax o piano, per esempio), e contestualmente l’apprendimento dell’armonia, dell’ear training (lo sviluppo dell’orecchio musicale), della storia del jazz, delle diverse tecniche di improvvisazione e della composizione.
A fronte di questo impegnativo iter di studi rimane fondamentale l’esperienza sul campo, attraverso la musica d’insieme: imparare facendo! Per Damiani: “L’improvvisazione è un gesto, qualcosa che ha a che fare con il corpo e con le sue emozioni, che sintetizza in un unico istante/istinto creativo le fasi che caratterizzano i processi del comporre: conoscenza, pensiero, decisione”.
Il seminario sarà anche l’occasione per approfondire varie tematiche: criteri d’accesso, valutazione dei crediti in funzione degli standard europei, individuazione di possibili corsi propedeutici nonché forme di cooperazione fra istituti dell’Alta Formazione anche in progetti comuni, interscambio fra studenti e corsi di aggiornamento per docenti.
Il programma completo della sezione “Mondomusica in Jazz”, con tutti i concerti e le masterclass è disponibile sul sito www.cremonamondomusica.it



