In tempi di crisi, investire in mobili, argenti, gioielli, dipinti e sculture significa ancora acquistare beni che non potranno che rivalutarsi nel tempo.

Dal 12 al 20 settembre 2009, 70 espositori da tutta Italia presentano a Cremona le loro migliori proposte per investitori e collezionisti.

 

 

Cremona, 8 luglio 2009 – Dagli ultimi rapporti Nomisma, emerge che il mercato dell’arte è concorrenziale con quello azionario e immobiliare, rappresentando ancora, soprattutto in un periodo di crisi globale, un investimento sicuro e destinato a rivalutarsi con il passare degli anni.

Se si considera inoltre che il 29% degli acquisti d’arte avvengono all’interno di mostre e fiere di settore, è evidente che queste ultime resistono come canale commerciale privilegiato per investitori e collezionisti.

La riprova arriva da CremonAntiquaria, che taglia quest’anno il traguardo delle dieci edizioni; un decennio in cui si sono viste molte blasonate mostre di settore gettare la spugna di fronte alla crisi. Perché non CremonAntiquaria? La risposta è da ricercare nella specializzazione. L’alto antiquariato, focus principale della Manifestazione sin dal suo esordio, è stato certamente toccato dalle generali difficoltà dei mercati, ma è rimasto nel tempo, appunto, un investimento su cui si continua a puntare.

Mobili che sono vere e proprie opere d’arte, gioielli e argenteria provenienti da collezioni prestigiose, e naturalmente dipinti e sculture firmati da alcuni tra i più rappresentativi artisti attivi tra il XVI e XIX secolo. A Cremona sono in arrivo oltre 70 espositori provenienti da tutta Italia (nella passata edizione erano rappresentate 12 regioni e 72 province) che presenteranno il meglio dell’alto antiquariato nazionale.