Cremona, 3 dicembre 2008 – Quali i percorsi di formazione nazionali e regionali?
I nodi da sciogliere: sostenibilità economica, finalizzazione dei crediti e criteri per l’accreditamento.
Ne abbiamo parlato con il Vice Presidente della Regione Lombardia Gianni Rossoni.A Cremona nell’ambito di TGO, la Mostra-Convegno della tecnologia e gestione ospedaliera (2-4 aprile 2009), numerosi convegni con crediti ECM sui temi di diabete, HTA, nutrizione, radiologia e infermieristica.
Qual è il rapporto tra sviluppo del sistema sanitario lombardo e formazione?
"È indiscutibile che l’aggiornamento sia un aspetto necessario e strutturalmente connesso con la natura professionale in qualsiasi campo, anche del lavoro in sanità. L’impatto delle nuove tecnologie sulla professione e la maggiore sensibilizzazione dei pazienti sono elementi che concorrono a far ritenere indispensabile un processo di aggiornamento continuo da parte dei medici, a tutela della dignità di chi eroga le cure e di chi le riceve, in un sistema sanitario come quello lombardo, che fa dell’eccellenza una sua caratteristica strutturale. A livello internazionale sono stati introdotti programmi di Educazione Continua in Medicina (ECM), intesi come insieme organizzato di tutte quelle attività formative teorico-pratiche con lo scopo di mantenere elevata ed al passo con i tempi la professionalità dei medici e più in generale di tutti gli operatori della sanità. Una questione non completamente chiarita risulta essere il ruolo delle Regioni in tema di ECM, tenendo presente che i governi locali hanno già da tempo intrapreso il proprio particolare percorso in materia. I punti critici risultano essere la sostenibilità economica del sistema formativo a livello locale, la finalizzazione dei crediti sia ad obiettivi nazionali che regionali, i criteri per l’accreditamento dei provider e le penalizzazioni professionali. In questo contesto, la Lombardia è tra le poche regioni che hanno previsto il superamento di un modello destinato a privilegiare la sola tecnica formativa con un processo di sviluppo professionale continuo (CPD) come strumento adeguato per “migliorare le competenze e le abilità cliniche, tecniche e manageriali ed i comportamenti degli operatori sanitari partecipi al progresso scientifico e tecnologico, con l’obiettivo di garantire efficacia, appropriatezza, sicurezza ed efficienza all’assistenza prestata dal Servizio Sanitario Nazionale”.
In che modo i centri di formazione e le strutture sanitarie del territorio sono collegati tra loro?
Esistono numerosi collegamenti tra centri formazione e strutture sanitarie sul territorio lombardo. Basti qui ricordare i numerosi corsi per personale ASA e OSS organizzati dai nostri Centri di formazione professionale, gli Istituti, Cliniche e Policlinici Universitari che insistono sul nostro territorio, piuttosto che la Scuola Superiore in Sanità organizzata dall’Iref. Proprio tra quest’ultime esperienze si colloca il corso Iref per dirigenti di struttura complessa che il Consorzio Pavese per gli studi post universitari dell’Università di Pavia organizza ogni anno al Collegio Volta con un forte focus sui temi dell’Health Technology Assessment (HTA) e della gestione delle tecnologie ospedaliere, piuttosto che la necessità di istituire una scuola di specializzazione per nuove professioni in sanità come l’ingegnere clinico e il risk manager, che nasca dalla collaborazione tra università e strutture ospedaliere.
Regione Lombardia organizzerà un convegno all'interno di TGO, la Mostra-Convegno della tecnologia e gestione ospedaliera: quali le tematiche principali trattate?
La tematica trattata è da ascrivere alla valutazione dell’innovazione e della pratica in sanità, concependo l’HTA non solo come strumento di valutazione del nuovo ma anche della prassi ad oggi esistente nelle strutture sanitarie lombarde. L’attenzione è dunque focalizzata sulle tecnologie sanitarie e alla loro valutazione e gestione, dove per tecnologia si intende in senso assai ampio qualsiasi intervento sanitario rappresentato dall’insieme di attività per agire sugli stati di salute (procedure diagnostico-terapeutiche, medical device, farmaci, etc). L’orientamento al lungo periodo, e agli investimenti che hanno questo orizzonte temporale, alle tecnologie sanitarie (loro acquisizione e gestione) e alle decisioni condivise da gruppi multidisciplinari conducono a mettere al centro del percorso di maturazione manageriale dei dirigenti sanitari e dei medici i principi dell’Health Tecnology Assessment (HTA), recentemente rilanciati a livello internazionale nella loro applicazione ospedaliera e richiamati dai più recenti documenti di programmazione nazionale e regionale. Interverranno al convegno i direttori generali delle strutture regionali ed ospedaliere lombarde.
TGO si configura quindi come un’importante strumento di aggiornamento e di approfondimento professionale non solo grazie all’esposizione delle più moderne tecnologie al servizio delle strutture ospedaliere, ma anche per l’altissima qualità del programma convegnistico-seminariale, che vedrà coinvolte le maggiori Associazioni e Istituzioni del settore.
