Maurizio Martina e Antonio Piva

Il ministro Martina: “La leadership di CremonaFiere pronta a un ulteriore salto di qualità”

“La Fiera di Cremona rappresenta oggi la realtà che più delle altre è in grado di fare il salto di qualità”: il ministro alle Politiche agricole, alimentari e forestali Maurizio Martina, stamattina in visita alle Fiere Zootecniche Internazionali, esalta il lavoro svolto da CremonaFiere a vantaggio dell’intero comparto: “L’impegno del presidente di CremonaFiere Antonio Piva ha contribuito a consolidare il posizionamento delle Fiere Zootecniche Internazionali, che sono un punto di riferimento imprescindibile per il settore. C’è la volontà di lavorare insieme affinché questo contesto diventi sempre più internazionale grazie all’intreccio di nuove relazioni con l’Europa e col mondo: il Governo si impegna qui ad accompagnare questa sfida”.

Il ministro Martina, inoltre, afferma: “Auspico per l’anno prossimo la messa a punto di un progetto di integrazione tra Fiere in Lombardia che saprà generare nuove e preziose opportunità”. Un piano di aggregazione che punta “sull’internazionalizzazione per raggiungere un importante upgrade”.

Anche per questo Martina ha scelto proprio le Fiere Zootecniche Internazionali per annunciare lo stanziamento di 31 milioni di euro a favore del settore zootecnico, attraverso l’utilizzo di 21 milioni di euro provenienti dall’ultimo intervento europeo per contrastare la crisi del latte e ulteriori 10 milioni di risorse nazionali.

Infine Martina, che ha incontrato alcuni degli espositori tra i padiglioni di CremonaFiere, ha aggiunto: “A fronte delle grandi difficoltà del recente passato, oggi le prospettive della zootecnia evidenziano elementi positivi: restano da sciogliere nodi delicati, soprattutto sul versante del mercato, ma in questi ultimi mesi si è iniziato a respirare nuovo ottimismo. Per il lattiero-caseario si stanno aprendo scenari incoraggianti, ma anche la suinicoltura è tornata a respirare. Il tema cruciale da affrontare è quella della tenuta del rapporto fra costi e ricavi. Una questione enorme, che ci impone una riflessione sulla lettura del nostro modello”.