A Cremona si è presentata la nuova ricchezza della bioeconomia: in Europa ha un fatturato di 2.000 miliardi e dà lavoro a 22 milioni di persone (fonte Commissione UE).

La Fiera di Cremona si conferma un laboratorio innovativo per lo sviluppo di nuove soluzioni nell’ambito della bioeconomia per il business delle aziende agricole e dell’industria alimentare.

Dal biogas agricolo la potenza elettrica di una centrale nucleare di medie dimensioni; dalla lavorazione industriale delle mele, carta e pelle sintetica; e poi ancora packaging “intelligente”, cosmetici prodotti con scarti di lavorazione di uva e olive, e polistirolo bio-based: tutto questo si è potuto toccare con mano nei tre Saloni dedicati alle nuove opportunità dell’economia circolare organizzati da CremonaFiere: BioEnergy Itay, Green Chemistry Conference and Exhibition e Food Waste Management Conference

Anteprime internazionali e tanta innovazione: l’agricoltura e l’industria alimentare hanno trovato tra gli stand le soluzioni per ampliare il loro business e trasformare gli scarti e i sottoprodotti in nuove risorse

L’attenzione verso il risparmio energetico, il riciclo, il riutilizzo, il prodotto bio-based, va molto oltre l’etica: si parla di nuove opportunità di business, di settori industriali che si stanno sviluppando, di consumi alternativi.
CremonaFiere ha intercettato questa tendenza e l’ha concretizzata in tre Saloni fieristici dedicati alla bioeconomia: un unico appuntamento focalizzato sulla produzione di energia da fonti rinnovabili, sulla chimica verde e sulla gestione dei sottoprodotti dell’industria alimentare.

In un momento di difficoltà dell’agricoltura e dell’industria alimentare la bioeconomia offre alternative e integrazioni di reddito concrete
La riprova si è avuta in questi tre giorni di Fiera: c’è molta sete di informazioni, di know-how, di saperne di più su come mettere in pratica idee e soluzioni all’avanguardia: i tre Saloni hanno offerto una panoramica completa sui molti temi della bioeconomia attraverso un ricco programma scientifico con 33 appuntamenti che hanno visto la partecipazione di alcuni tra i maggiori esperti internazionali di chimica verde, energia, cosmesi e pratiche agricole alternative, solo per citare alcuni dei moltissimi temi affrontati.

La soddisfazione degli espositori: a Cremona c’è il background giusto per diventare l’unico punto di riferimento nazionale per la bioeconomia
Gli oltre 90 marchi presenti, di cui ben il 39% proveniva dall’estero, hanno trovato a Cremona gli interlocutori giusti per sviluppare nuovo business: qui si trovano le più grandi e innovative aziende agricole, gli allevamenti più produttivi, l’industria alimentare più sviluppata: tutti operatori che fanno dell’investimento in tecnologie e know-how la chiave del loro successo.
I tre Saloni hanno visto la presenza di 4.638 operatori specializzati, che hanno confermato che Cremona è la candidata ideale per diventare il polo fieristico più importante in Italia per il settore.

Un appuntamento che porta le istanze della bioeconomia anche all’attenzione del grande pubblico grazie all’ottimo riscontro mediatico
BioEnergy Italy, Green Chemistry Conference and Exhibition e Food Waste Management Conference, grazie alle tematiche trattate, che coinvolgono anche tutto il comparto del consumo, sono stati seguiti con grande attenzione dalla stampa nazionale: dal Sole 24Ore al Corriere della Sera, da Repubblica alla Rai, passando per La Stampa, Il Giorno, La Gazzetta del Mezzogiorno e tutte le agenzie giornalistiche la rassegna stampa conta centinaia di articoli, segnalazioni e citazioni che certamente serviranno anche per sensibilizzare l’opinione pubblica su temi di portata mondiale.

“Affiancare alla già affermata BioEnergy Italy gli altri due Saloni – ha sottolineato Antonio Piva, presidente di CremonaFiere – è stata una scommessa che possiamo dire di avere vinto su tutti i fronti. Abbiamo introdotto nuovi temi e offerto una nuova prospettiva al nostro settore primario e gli altri comparti connessi. Espositori e visitatori ci hanno confermato che questa è la strada giusta per aprirsi nuovi business e nuove opportunità commerciali, per cui riprenderemo subito a lavorare per il prossimo anno.”